Corsica e Sardegna divise dai disservizi dell’unionismo
Stiamo perdendo di vista la Corsica. Perdere di vista l’Isola vicina è un’espressione gallurese che indica confusione mentale. Nel novembre 2024 per giorni l’unica nave che nella stagione invernale collega le nostre Isole è fuori servizio per danni meccanici. Nel febbraio 2026 la situazione è la stessa, con navi che non partono e cittadini sardi e còrsi che non riescono a tornare a casa o viaggiare per lavoro.
I 12 chilometri del breve tratto di mare delle Bocche di Bonifacio, percorribili in 50 minuti con un traghetto e in mezz’ora con un gommone, si sono stati trasformati dalla politica unionista da ponte tra due nazioni sorelle a ostacolo insormontabile.
La Francia e l’Italia non hanno alcun interesse alla cooperazione tra le nostre due Isole. E questo è dimostrato dal continuo disinteresse dei due Stati per la nostra continuità territoriale. Disinteresse che spesso, come oggi, si trasforma in boicottaggio attivo degli interessi delle nostre imprese e dei diritti delle nostre famiglie riconosciuti anche dalla Carta dei diritti dell’Unione Europea.
Con la perenne complicità della classe politica unionista o autonomista al potere sia in Corsica sia in Sardegna, sempre pronta ad accondiscendere ai dettami statali, il sistema dei trasporti è gestito in modo scandalosamente disorganizzato, a tutto vantaggio dei vettori che, nonostante i finanziamenti pubblici, offrono un servizio imbarazzante con imbarcazioni varate oltre mezzo secolo fa.
Per noi indipendentisti sardi, uniti ai fratelli còrsi dal comune impegno per il bene e il futuro delle nostre terre, questa è una situazione doppiamente inaccettabile: sia per il diritto universale e inalienabile alla mobilità sia perché da sempre siamo convinti che solo sullo stretto rapporto politico, economico e culturale tra i nostri due popoli potrà scaturire un avvenire prospero per Corsica e Sardegna.
È urgente una presa di responsabilità da parte della classe politica al governo delle due Isole in termini di programmazione a lungo periodo. Le strategie e le soluzioni per la questione trasporti sono patrimonio storico della proposta indipendentista. Già nei primi anni del secolo abbiamo elaborato e presentato alle istituzioni sarde un progetto operativo per la creazione della flotta navale pubblica sarda. Progetto ignorato. Perché gli unionisti continueranno a non fare l’interesse della nostra terra. E difficilmente l’autonomismo sarà in grado di superare la dipendenza, politica e concettuale, statalista.
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