Nella scrittura della Legge Statutaria c’è il futuro della nazione
Attivata in RAS la Commissione Speciale sulla Legge Statutaria e sulle norme di attuazione dello Statuto.
Solo una riforma radicale che dia alle istituzioni sarde maggiore sovranità e poteri legislativi può assicurare alla Sardegna di uscire dalla crisi politica, economica e democratica.
1948
Lo Statuto d’Autonomia Speciale della Sardegna è la carta fondamentale che garantisce alla Regione una posizione di autonomia speciale entro la Repubblica Italiana, disciplinando i suoi organi, poteri legislativi su materie specifiche e finanziari.
2007
La Giunta Soru scrive la statutaria, la sottopone a referendum e la promulga. L’indipendentismo sostiene il processo e avanza le sue proposte. La Corte Costituzionale annulla tutto perché “non approvato dalla maggioranza dei voti validi”.
2025
Il Presidente del Consiglio Comandini convoca la Commissione Speciale per la legge statutaria e sulle norme di attuazione dello Statuto. Le proposte di Repùblica nella scia di una battaglia storica dell’indipendentismo.
Eleonora d’Arborea aggiornò la Carta de Logu dopo soli 16 anni.
Lo Statuto ha 80 anni
La nazione sarda ha urgente bisogno di riscrivere lo Statuto, figlio di un epoca così distante da sembrare geologica.
Basta posticipazioni
La classe politica sarda unionista è riuscita per 80 anni a rimandare l’appuntamento con la Legge Statutaria. Ora dobbiamo riuscire a fare un salto in avanti.
Ridefinire i rapporti
Occorre una totale ridiscussione e una sostanziale ridefinizione del rapporto strutturale tra Stato italiano e nazione sarda.
Democrazia e diritti
La Legge dovrà riconoscere la nazione sarda, le Lingue nazionali di Sardegna, il diritto all’autodeterminazione, la sovranità fiscale. E dovrà essere accompagnata da una nuova legge elettorale democratica.
Repùblica presenta alla commissione speciale RAS le proprie proposte.
Repùblica è stata audita dalla Commissione Speciale per la Legge Statutaria. Gabriele Littera, Sindaco di Serramanna e Presidente di Corona de Logu, ha illustrato le nostre proposte per uno Statuto che risponda agli interessi del popolo sardo e al bene della nostra terra.

Ridefiniamo la nazione sarda
Solo una riforma radicale, che dia alle istituzioni sarde maggiore sovranità e maggiori poteri legislativi, la Sardegna potrà uscire dalla crisi economica, politica e democratica che sta vivendo. Le Istituzioni sarde non possono continuare ad essere subalterne allo Stato italiano.
Riconoscimento della Sardegna come Nazione titolare del diritto all’autodeterminazione
Lo Statuto attuale parte dall’articolo 1 con un’impostazione centralista: la Sardegna è “entro l’unità politica della Repubblica Italiana”.
Inseriamo il concetto che la Sardegna è una Nazione con diritti storici, culturali e politici propri.
Riconosciamo il diritto all’autodeterminazione del popolo sardo, in linea con i trattati internazionali (ONU, UE).
Prevedere la possibilità consultiva e/o vincolante di referendum su forme di autogoverno.
Sovranità fiscale completa e sistema tributario proprio
Il Titolo II assegna alla Regione quote delle imposte statali (7/10, 9/10, ecc) e lascia allo Stato il controllo del quadro fiscale complessivo, comprese dogane e accise.
Passiamo dal sistema di “quote” a una fiscalità su base interamente regionale: la Sardegna incassa tutto e solo dopo conferisce allo Stato quanto dovuto per le funzioni condivise.
Entrata in funzione dell’Agenzia Sarda delle Entrate, responsabile di accertamento e riscossione.
Potere sulla dogana per sostenere modelli economici insulari e zone franche vere laddove e qualora necessario.
Definizione autonoma di IVA locale, accise, imposte sull’energia, turismo e trasporti.
Piena competenza su ordine pubblico, sicurezza e protezione civile
Oggi lo Stato può delegare alla Regione funzioni di ordine pubblico (art. 49), quindi non sono originarie.
Competenza esclusiva su polizia regionale, forestale e ambientale; protezione civile. Coordinamento delle forze dell’ordine presenti sul territorio.
Parità istituzionale nella gestione delle emergenze.
Poteri legislativi primari su tutte le materie interne
Gli artt. 3, 4 e 5 prevedono competenze limitate, subordinate e condizionate a principi e vincoli statali.
Passaggio a piena potestà legislativa primaria, salvo poche materie realmente federali come politica estera, difesa e moneta.
Eliminazione dei vincoli “in armonia con la Costituzione” e “nel rispetto degli interessi nazionali”, utilizzati per impugnare gran parte delle leggi regionali.
Potestà legislativa primaria e competenze piene sui trasporti
Acquisire competenza legislativa primaria su tutte le materie interne, includendo in modo esplicito:
Trasporti interni ed esterni: pianificazione e gestione di collegamenti stradali, ferroviari, marittimi e aerei.
Continuità territoriale: definizione autonoma di modelli, tariffe, rotte e obblighi di servizio pubblico.
Porti e aeroporti; pieno controllo su gestione, concessioni e infrastrutture.
Flotta aerea e navale sarda: possibilità di istituire una compagnia e flotte regionali (pubbliche o mista, passeggeri e merci) per garantire collegamenti stabili e prezzi sostenibili, a servizio continuativo dell’Isola, a integrazione o sostituzione delle convenzioni statali.
Sovranità su demanio e sulle risorse
Lo Statuto esclude il demanio marittimo (art. 14) e lascia le principali risorse allo Stato.
Pieno controllo su demanio marittimo e costiero, servitù militari, acque, energia, miniere, infrastrutture strategiche (porti, aeroporti, reti energetiche).
Rinegoziazione del regime militare con lo Stato.
Riforma del rapporto Stato-Regione e fine del controllo centralista
Oggi il governo italiano può rinviare le leggi (art. 33).
Può sciogliere il Consiglio regionale (art. 50).
Un rappresentante del Governo vigila sull’amministrazione sarda (art. 48).
La riforma necessaria prevede l’eliminazione del potere statale di annullamento o rinvio delle leggi regionali.
L’eliminazione del potere di scioglimento del Consiglio Regionale da parte dello Stato.
Sostituzione del Rappresentante del Governo con forme di cooperazione paritaria.
Piena competenza linguistica e culturale
Lo Statuto non prevede nulla sulla Lingua sarda e sulle altre Lingue nazionali della Sardegna.
Urge un riconoscimento del sardo come lingua ufficiale, assieme all’italiano.
Urgono competenze primarie su scuola e formazione.
Urgono programmi scolastici autonomi.
Rapporto con l’Unione Europea
Lo Statuto è anteriore all’UE: oggi la Regione quasi non compare nella costruzione delle politiche europee.
La riforma che proponiamo prevede la rappresentanza diretta nelle sedi UE rilevanti per le regioni insulari.
Il collegio elettorale unico per le Elezioni Europee.
Possibilità di firmare accordi internazionali in materie economiche, culturali e commerciali (come già fanno Scozia, Catalogna, Azzorre).
Autonomia nella gestione dei fondi europei.
L’aggiornamento dello Statuto di autonomia è normale
Alcuni esempi di date di promulgazione e aggiornamento dello Statuto di Autonomia in alcune Nazioni o Regioni Europee.
Documenti d’archivio
La Legge Statutaria e la riscrittura dello Statuto sono battaglie storiche dell’indipendentismo.




