Accorpamenti scolastici, lo Stato fa il suo interesse
Lo Stato che commissaria e punisce la RAS sta facendo il suo interesse. Ecco perché siamo indipendentisti.
Gli accorpamenti di dirigenze scolastiche stabiliti dal Governo italiano non sono stati applicati da varie Regioni tra cui quella “autonoma” della Sardegna. Lo Stato ha quindi deciso di commissariare le Regioni ribelli e di punirle tagliando i fondi. Che lo faccia nei confronti di quelle a Statuto ordinario non desta scalpore. Che lo faccia con una Regione a Statuto speciale fa inspiegabilmente indispettire tutta la classe politica sarda unionista la quale esiste proprio per garantire gli interessi italiani.
Gli indipendentisti invece non si stupiscono di nulla, anche perché esistono proprio perché l’asimmetria istituzionale tra Stato e Regione, dove figurano un egemone e un succube, non può ontologicamente assicurare gli interessi dei sardi e il bene della nostra terra.
Ecco perché da parte nostra non arriveranno mai fischi o proteste contro le decisioni statali contrarie agli interessi della nazione sarda. Da parte nostra arrivano semmai applausi e proposte: perché lo Stato sta facendo il proprio dovere centralista ed è bene che ce lo ricordi costantemente; e perché è nostro dovere proporre uno schema alternativo a quello del dominio e dell’imposizione di decisioni che non rispondono agli interessi e alla necessità del nostro territorio e delle nostre comunità.
Per il ministro italiano Valditara gli accorpamenti delle dirigenze scolastiche sono richiesti dall’Europa e dal PNRR. Questo non è totalmente vero ma la sostanza non cambia: in una terra in cui la dispersione scolastica dilaga il diritto all’istruzione viene ulteriormente indebolito e fisiologicamente si perderanno anche posti di lavoro.
Laddove oggi vi sono servizi come presidenze e segreterie domani mancheranno la presenza, il presidio e la vicinanza di figure di riferimento importanti per docenti, studenti e famiglie. I dirigenti saranno sempre più lontani, conosceranno sempre meno gli studenti e i progetti da portare avanti.
La scuola che gli indipendentisti hanno in mente è diversa: il primo presidio democratico, il primo strumento di lotta concreta a uno spopolamento che non si combatte eliminando i servizi essenziali per poter vivere nelle nostre comunità. Negli ultimi tre anni gli accorpamenti sono stati 36, ora si parla di ulteriori 9.
Per questo poche settimane fa abbiamo portato all’attenzione della Commissione regionale Speciale per la Legge Statutaria la necessità della piena competenza linguistica e culturale e ribadiamo l’urgenza di una Legge sarda sulla scuola sarda.
06/02/2026
Repùblica
www.republica.sr
