Stop estate criminale: esposto di Repùblica
Stop all’Estate Criminale, la tutela non va in vacanza: Il movimento indipendentista Repùblica presenta un esposto alla Procura.
Segnalati alla Magistratura gli sbarchi abusivi da mega-yacht, i party illegali nelle riserve naturali e il saccheggio del demanio marittimo da Palau, al Parco di La Maddalena, all’isola di Mortorio.
Di fronte all’escalation di episodi di criminalità, cafonaggine, arroganza, abusivismo e usurpazione del patrimonio naturale della nazione sarda, che sta caratterizzando la stagione estiva 2026, il movimento indipendentista Repùblica ha depositato formale esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica chiedendo l’intervento immediato della Magistratura e delle forze dell’ordine.
L’iniziativa legale nasce a seguito di una lunga serie di gravissimi episodi di cronaca ampiamente documentati – ribattezzati dai media come “estate cafona” – che testimoniano la trasformazione del demanio marittimo e delle riserve naturali sarde nel parco giochi di turisti cafoni e senza rispetto dei luoghi che li ospitano.

I Fatti Contestati nell’Esposto
Nell’atto consegnato all’Autorità Giudiziaria, Repùblica ha dettagliato specifici episodi simbolo con allegata documentazione fotografica e materiali video sui quali si chiede che la procura indaghi in merito a possibili ipotesi di reato.
- Palau: Lo sbarco abusivo di equipaggi da mega-yacht con tender per allestire veri e propri ristoranti privati direttamente sulla spiaggia libera, funzionali all’allestimento di pranzi esclusivi con tavoli e gazebo.
- Isola di Mortorio: La trasformazione dello specchio acqueo antistante un’isola a tutela integrale del Parco Nazionale de La Maddalena in una discoteca a cielo aperto, con party musicali e ancoraggi presumibilmente fuorilegge.
- Cala Luna (Golfo di Orosei): L’occupazione di arenile grotte naturali con strutture stabili, gazebo e lettini.
- Cala Coticcio (Caprera): L’assalto incontrollato di imbarcazioni a motore e gommoni entro i limiti di protezione della riva che appaiono in aperta violazione dei contingentamenti del Parco.
- Arenili della Sardegna: La pervasiva e illegale abitudine di occupare preventivamente le spiagge libere con ombrelloni e lettini “segnaposto” lasciati durante la notte o all’alba.

Non tolleriamo che la Sardegna venga trattata come una terra senza legge, dove ricchi turisti, mega-yacht e incivili pensano di poter calpestare le leggi, l’ambiente e il diritto dei sardi di tutelare il proprio patrimonio ambientale e fruire liberamente del proprio mare solo perché possono. Questo non è turismo, è colonialismo predatorio. Presentare questo esposto è un atto di difesa della nostra dignità e del nostro patrimonio ambientale. È un atto dovuto verso chi vive il territorio tutto l’anno e che a causa di questo modello di fruizione, a quegli stessi luoghi ha sempre meno accesso.
Queste vicende dovrebbero farci riflettere sul modello turistico che la Sardegna vuole adottare. Dovrebbero portare sarde e sardi a porsi una domanda: davvero vogliamo che la nostra terra sia conosciuta nel mondo come un paradiso extralusso dove chi è straricco può permettersi di non rispettare le leggi e usurpare l’ambiente? Come una terra di nessuno dove qualsiasi cafoneria è permessa?
Il patrimonio comune non può trasformarsi in un privilegio per pochi.

Pensiamo che il modello turistico della Sardegna debba essere in linea con quello che molte persone coraggiose e lungimiranti stanno costruendo faticosamente da qualche decennio e che va in una direzione nettamente contraria al modello arraffone del turismo di massa. Un modello di turismo arricchente sia per i turisti che per i Sardi e non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello culturale e umano. Uno scambio basato sul rispetto dei luoghi e della cultura profonda che da quei luoghi nasce, in cui il territorio è rispettato, anche nei suoi silenzi.
I teatrini indecenti ai cui assistiamo in maniera massiva in questi giorni, ma che si ripetono con sempre maggiore frequenza negli anni, sono gli effetti del turismo di massa sul quale la Regione Sardegna sembra voler puntare. Il silenzio dell’Assessore al turismo e dell’assessore all’ambiente nonché della Presidente Todde la dicono lunga.
La Sardegna non ha bisogno di persone irrispettose che forti del proprio patrimonio pensano che siccome possono permettersi di pagare le multe, possono continuare a violare le leggi impunemente, a questi oltre la multa andrebbe notificato il foglio di via per cinque anni. In un periodo storico un cui la repressione colpisce chi manifesta in maniera nonviolenta, noi auspichiamo che lo strumento del foglio di via sia usato contro chi realmente mette in pericolo le nostre comunità e la nostra terra e che siano queste, le persone ad essere espulse.
Repùblica annuncia inoltre che continuerà a denunciare ogni abuso e lancia un appello a tutti i sardi affinché segnalino a chi di dovere qualsiasi tentativo di privatizzazione o usurpazione della nostra terra.
Coordinamento Nazionale di Repùblica
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